Titolo traduzione:

Il volo sopra il teatro del Kosovo

Titolo originale

Fluturimi mbi Teatrin e Kosovës

Autore

Jeton Neziraj

Anno e luogo di scrittura

2011

Lingua originale:

Albanese

Tradotto da :

Kamela Guza

Anno di traduzione:

2012-2014

Contatto per i diritti:

Jeton Neziraj ( Cette adresse e-mail est protégée contre les robots spammeurs. Vous devez activer le JavaScript pour la visualiser. / Cette adresse e-mail est protégée contre les robots spammeurs. Vous devez activer le JavaScript pour la visualiser.)

Referenze della prima pubblicazione e rappresentazione:

Creato dalla Qendra Multimedia Compagny (Pristina), nel Kosovo's National Theater (5 dicembre 2012) ; al National Theater of Tirana (7 dicembre 2012).

Premi, borse :

Altre traduzioni disponibili:

One Flew Over the Kosovo Theater - translated into English by Alexandra Channer

Struttura

Il lavoro comprende 19 scene

Personaggi :

5 personaggi : 2m/1f/2 m o f

Biografia dell'autore

Jeton Neziraj (1977), è stato direttore artistico del Teatro Nazionale del Kosovo. Autore di teatro, ha scritto più di quindici testi teatrali, che, tradotti in diverse lingue, sono stati messi in scena in Kosovo, Europa e Stati-Uniti. Ha collaborato con numerosi teatri e compagnie straniere: Volkstheater (Vienna, Austria), le Théâtre national de Macédoine (Bitola, Macedonia), Festival international de Théâtre -MESS- (Sarajevo, Bosnia), Teatro Bitef (Belgrado, Serbia), Teatro nazionale albanese (Skopje), Compagnia Markus Zohner (Lugano, Svizzera), L'Espace d'un instant (Parigi, Francia), Teatro Geral W. Lynch (New York, USA), Teatro Nomad (Londra, GB).

Ha fondato e dirige il Centro Multimedio, casa di produzione culturale di Prishtina. Oltre ad essere membro di vari comitati attivi nella società civile, e rappresentante per il Kosovo alla biennale del teatro "New Plays from Europe", è coordinatore del Comitato albanese della rete EURODRAM.

Breve riassunto dell'opera:

Dieci anni dopo la fine della guerra del Kosovo, ex provincia jugoslava amministrata dall'ONU. L'indipendenza sta per essere proclamata.

Il rappresentante del governo si presenta al Teatro nazionale del Kosovo di Prishtina per chiedere una messinscena teatrale solenne, che dovrà essere rappresentata il giorno stesso della proclamazione d’indipendenza. La piccola compagnia teatrale si sente privilegiata e fiera di essere stata scelta, ma presto si rende conto dell’enorme sfida da affrontare. L’autorità politica ha avanzato pretese tanto nei contenuti quanto nella forma dell’opera, pretendendo peraltro che lo spettacolo accolga il discorso del Primo Ministro, senza tuttavia specificare né il giorno della proclamazione, né la natura del discorso del Ministro.

Il testo di Neziraj contiene momenti simbolici molto intensi, come il tentativo di uno dei personaggi, Xhejms (James), tecnico di platea, che realizza segretamente durante le prove una macchina infernale per “volare sopra il mondo e fare riconoscere il giovane Stato del Kosovo”.

La data della proclamazione d’indipendenza viene infine comunicata: in serata, il governo e vari rappresentanti internazionali si riuniscono a teatro per assistere a “L'epopea nazionale del Kosovo”.

Il testo teatrale, basato su un evento politico fondamentale dell'inizio del Ventunesimo secolo, è una tragicommedia che denuncia lo stato di povertà e corruzione del nuovo stato appena proclamato.

Brano della traduzione :

[Sul palcoscenico del Teatro Nazionale del Kosovo. Un giorno di gennaio 2008]

ROSY: La storia che stiamo per raccontarvi è accaduta qualche anno fa. Freddo, gelo. Sul tetto del Teatro Nazionale del Kosovo c’era ancora neve. Il bar lavorava a ritmi più intensi del solito. Gli spettacoli erano rari.

DILO: Visto che faceva così tanto freddo e dentro al teatro non c’era il riscaldamento, il bar vendeva raki[1]. Tanto raki. Bevevano tutti, gli addetti alla scena e gli attori. Bevevano anche i due eroi di questo dramma che ora stiamo per presentare, Vladimiro ed Estragone.

ROSY: Neve. Gelo. Il bar del teatro. Raki. Un direttore stanco dei problemi della vita. La sala vuota. Nemmeno un centesimo nelle entrate del teatro. Come nelle favole.

DILO: Aspettiamo qualcuno?

ROSY: Godot!

[Lunga pausa. Dilo e Rosy ‘si alzano’ e rimangono immobili per qualche decina di secondi]

REGISTA: Bene, andiamo avanti.

ROSY: Andiamo, ma io non sto proprio capendo di cosa parla questa scena così statica?

REGISTA: E di cosa parla “Aspettando Godot”? Si sa.

JAMES: Io, veramente, l’intero spettacolo lo vedo come una protesta, una protesta contro...

REGISTA: Appunto! È questo lo scopo. Lo spettacolo deve essere visto nella sua interezza. [A James] Tu non interferire la prossima volta, occupati degli affari tuoi.

ROSY: Senti, davvero, visto che stiamo chiacchierando, hai parlato col direttore a proposito di quei contratti?

DILO: Ci ho parlato io; ha detto “presto sistemerò questa faccenda”.

ROSY: Gliela sfondo un giorno la porta dell’ufficio.

REGISTA: Colleghi, dopo le prove possiamo discutere di queste cose. Ora concentriamoci sul lavoro. Continuiamo con il canto del gallo, poi riprendiamo dalla scena in cui Vladimiro ed Estragone guardano la luna.

DILO & ROSY:

[Cantano]

La gallina, il gallo fanno ‘rococò’

Finché non esce il beato uovo

Quando esce, l’uovo in piazza

Rococò, rococò,

La gallina fece quest’uovo

[Entra il Segretario]

JAMES: Il Segretario!

REGISTA: Sì lo vediamo!

SEGRETARIO: Continuate, vi prego, continuate; non interrompete la canzone. Mi sembra una bella canzone.

REGISTA: Benvenuto signor Segretario. Volevamo appunto fare una pausa. [A Rosy e Dilo] Pausa sigaretta.

JAMES: [A Dilo] Ti va una partita a scacchi?

DILO: [Facendo finta di non sentire] Un bicchiere di raki?

JAMES: No, no. Scacchi. Vinco io anche stavolta.

ROSY: Ha fatto bene a venirci a trovare Segretario. Guardi pure in che condizioni misere lavoriamo. Siamo a gennaio, e non abbiamo ancora ricevuto gli stipendi di ottobre scorso.

REGISTA: Rosy, pausa sigaretta.

SEGRETARIO: Carissima, sono qui appositamente, ad informarmi da vicino sulle condizioni in cui creano i nostri artisti.

ROSY: Siamo sazi ormai di parole. Dateci i nostri stipendi e non tirate troppo la corda, altrimenti giuro su Dio che esco a protestare nuda davanti al palazzo del Governo. Solo in quel modo forse potrò attirare la vostra attenzione.

SEGRETARIO: Siete simpatici voi artisti, anche quando vi lamentate.

REGISTA: Rosyyyy!

ROSY: Basta. Mi sono sfogata.

SEGRETARIO: Nessun problema, è umano.

[Rosy esce]

Capisco bene. Ma non è che non abbiamo soldi. Ce li abbiamo. Ce li abbiamo sempre avuti e ce li abbiamo anche ora. Avevamo i soldi per gli stipendi di ottobre e per molti altri ottobri, ma li abbiamo conservati per qualcosa di più grosso. Qualcosa che tutti abbiamo atteso per anni e secoli. Il Governo del Kosovo sta per proclamare il Kosovo uno stato indipendente.

REGISTA: Davvero?

SEGRETARIO: Sì.

REGISTA: Questa sì che è una notizia. Questa è la notizia delle notizie. Congratulazioni.

[Il Regista desidera abbracciarlo, ma il Segretario lo evita]

SEGRETARIO: Dall’Ufficio del Primo Ministro abbiamo ricevuto l’oridne di iniziare i preparativi per questo giorno solenne. A noi, come Ministero dello Sport, hanno affidato l’organizzazione delle attività culturali che accompagneranno questo storico giorno. Voi dovete preparare un evento che dovrà essere presentato in scena proprio quello stesso giorno. Penso che questo lo possa fare lei. Lei è un regista di talento, ha contribuito alla “causa nazionale”, proviene da una famiglia patriotica, i suoi saggi “Kosovo 1”, “Kosovo 2” e “Kosovo 3” sono una guida per tutte le generazioni amanti della libertà.