Titolo traduzione:

Calcetines

Titolo originale

Te mandaré una carta

Autore

Raùl Hernàndez Garrido

Anno e luogo di scrittura

Spagna, 2005-2008

Lingua originale:

Spagnolo

Tradotto da :

Marta Graziani – Laureata in Lingue e Letterature Straniere (Spagnolo), con una tesi di laurea sul monologo teatrale La sombra del Tenorio di José Luis Alonso de Santos, si forma  in Italia e in Spagna. Si specializza in traduzione letteraria, collabora con diversi agenti teatrali italiani e fa parte del gruppo di traduttori I Dragomanni con cui pubblica opere spagnole e argentine contemporanee. Alcuni autori tradotti: José Luis Alonso de Santos, Jaime Salom, Norberto Luis Romero, Raúl Hernández Garrido,  Javier Ortiz y Paco Bezerra.

Oltre a tradurre narrativa e teatro, si dedica all’insegnamento della lingua spagnola.

Anno di traduzione:

2013

Contatto per i diritti:

Raúl Hernández Garrido: <Cette adresse e-mail est protégée contre les robots spammeurs. Vous devez activer le JavaScript pour la visualiser.> ; Marta Graziani <Cette adresse e-mail est protégée contre les robots spammeurs. Vous devez activer le JavaScript pour la visualiser.>

Referenze della prima pubblicazione e rappresentazione:

AAT

Borse, premi :

Borsa per la creazione teatrale della Comunidad de Madrid

Struttura:

Dodici scene

2 personaggi : 1m /1f

Biografia dell'autore

Laureato in Fisica e in produzione audiovisiva (IORTV), nonché in direzione scenica (RESAD) e in creazione letteraria. Sta concludendo il suo Dottorato con una tesi sulla costruzione dell'immaginario nel cinema di Mizoguchi.

Ha ricevuto il premio La Taza Azul per El procedimiento (2013, il premio di teatro El espactador teatrale per Los sueõs de la ciudad (2007), l'accesit al premio SGAE di teatro per Los restos Fedra (1998), il premio Lope de Vega per Los engranajes (1997 il preimo Rojas Zorrilla per Los restos: Agamenón vuelve a casa (1994), il Premio Calderón de la Barca per Los malditos e il Premio Ciudad de Alcorcón per De la Sangre sobre la nieve (1991). E' stato finalista del Premio nazionale di Letteratura drammatica nel 2000 per Los restos.

E' autore di narrativa e di cinema (lungometraggi e cortometraggi).

Breve riassunto dell'opera:

Elena vive da sola. In suoi genitori e sua sorella sono spariti. Si rende conto che non è l'unica bambina a scuola ad essere in questa situazione. Quando vede che Alessandro soffre dello stesso problema, lo accoglie a casa sua. E così, si proteggono a vicenda dall'attacco eventuale dei nasoni.

Brano della traduzione:

L'occorrente per tutti i giorni

I nostri protagonisti sono due bambini: ELENA e ALESSANDRO.

La bambina ha uno sguardo sveglio e vivace, anche se in fondo ai suoi occhi può sorprenderci un velo di tristezza.

Il bambino si morde le labbra e guarda dalla finestra. ALESSANDRO è più grande di ELENA di qualche mese, lei però si comporta come se fosse la maggiore. ELENA e ALESSANDRO non sono fratelli, e neppure amici per davvero, ma ora hanno bisogno l'uno dell'altra.

Vivono da soli in una casa a un piano. Una casetta fuori città.

Distesa sul tappeto, ELENA si mette i calzini, i calzini colorati. Allunga la gamba sopra la testa, infila il piede sinistro in un pedalino e osserva quei colori.

ELENA

«Un arcobaleno sulla terra.

Le nuvole al tramonto.

La spiaggia e il mare.

Un'arancia che si apre.

Una famiglia di pidocchi.

La margherita,

il giglio bianco,

un papavero

e il colore della mia lingua quando mi burlo di te.

Il cielo subito prima della pioggia.

Il mio labbro che sanguina.

La luce che esplode in un fiocco di neve.

I campi pieni di fiori.

Tutti i colori che si possono dipingere con le nostre matite.

Tutti i colori proibiti.»

Si mette l'altro pedalino. Ripete la stessa operazione: solleva il piede destro e lo infila nel calzino colorato.

«Il sole che brilla tra le mie dita.

Un uovo che frigge in padella.

Una nuvola di sabbia.

L'ombra delle foglie in autunno.

Il colore dei tuoi occhi sott'acqua.

Briciole di biscotti sul tavolo a colazione.

Il vento che muove la mia sciarpa

e un pomodoro tagliato a fette.

L'ape e il suo ronzio.

Una gassosa piena di bollicine.

Una macchia d'inchiostro rosso sulla tua camicia gialla.

La luce del cinema al buio.

Una sorpresa quando arrivo di corsa a casa...

Un cerino.

Una candelina.

Otto candeline di compleanno.

Tanti auguri a te, tanti auguri a te...

I colori che sogno tutte le notti.

Colori che un palloncino porta fino in cielo.

I colori dei miei calzini.»

Un gran fracasso di stoviglie che cadono. ELENA scuote la testa in segno di disapprovazione.

«I miei calzini.»

ELENA sospira. Ancora rumore di stoviglie che cadono e si rompono.

ELENA

Sta' più attento.

ALESSANDRO

Parli con me?

Di nuovo un gran fracasso. Appare ALESSANDRO, barcollando sotto una mezza dozzina di piatti che alla fine gli scivolano dalle mani e finiscono anch'essi per terra.

ELENA

Stai distruggendo tutto. Se continui così, dovremo mangiare con le mani.

ALESSANDRO

Non possiamo comprare altri piatti?

ELENA

Non abbiamo soldi da buttare. Se vuoi continuare a vivere con me devi ubbidirmi.

ALESSANDRO

Ma...

ELENA

Se vuoi continuare a vivere qui, sta' più attento.

ALESSANDRO

Starò più attento. Ti ubbidirò. Ma se non abbiamo quasi più soldi per i piatti perché sprechiamo quel poco che ci rimane? Perché ammucchiamo cose inutili in cantina? Cibo che non potremo mangiarci. Cose da grandi che non potremo usare. Se vuoi spendere di meno, vieni di sotto e vedrai quante cose ci avanzano.

ELENA

Sei stato in cantina.

ALESSANDRO

Certo che sono stato in cantina. Laggiù c'è di tutto. Ecco la lista completa: ceci, fagioli, lenticchie. Prosciutto e pancetta. Pesce. Caffè, tè, nutella e camomilla. Zucchero e pure dolcificante. Se si rompe un piatto, se ne può comprare uno nuovo. Quello che non bisogna fare è buttare via i soldi in chili e chili di cibo.

ELENA

Non scendere mai più in cantina.

ALESSANDRO

Ma...

ELENA

Domani tocca a te andare al negozio.

ALESSANDRO

Ma per cosa?

ELENA

Devono vederci comprare.

ALESSANDRO

Comprare cosa?

ELENA

Lamette da barba.

ALESSANDRO

Ma se ho otto anni!



[1]    Un tipo di acquavite tipico albanese (ndt).